lunedì 27 giugno 2011

FUTURE ISLAND


                           FUTURE ISLAND


Per coloro che amano la buona musica e il divertimento nasce una nuova tipologia di party, non la solita serata noiosa fatta di cose già viste con poca fantasia in campo musicale, ma una concezione nuova dove la musica, quella vera, fa da cardine e crea il vero divertimento.
In poche domande ci parlano del loro progetto,  e di sicuro faranno venire voglia anche a voi di scappare a Roma e di partecipare ad un loro evento!

FUTURE ISLAND, una nuova concezione di party, chi sono i creatori e come nasce questo progetto?
FUTURE ISLAND coniuga la continuità di una serata settimanale, tutti i mercoledì di giugno e luglio per un totale di 8 date, all’esclusività di una one night con ospiti internazionali di primissimo livello. Il progetto nasce nei primi mesi del 2011 quando il Freak&C., nuova realtà e rivelazione dell’indie/elettro romano, inizia a collaborare per alcune serate con Funny Fever, costola dell’organizzazione Rotor che lavora a 360 gradi sulla musica e l’arte. Da quest’incontro, e dal successo di alcune coproduzioni come Flux, nasce l’idea di proporre qualcosa di nuovo nell’estate 2011.

Le scelte musicali, su quali criteri avvengono?
Le scelte musicali sono frutto di un attento studio di quelle che sono, a nostro parere, alcune tra le migliori realtà emergenti del panorama indie/elettro/nu disco. Per farlo ci siamo rivolti ad alcune delle Label più importanti e considerate dal punto di vista mondiale come Ed Banger e Kitsuné.

FUTURE ISLAND, a quale pubblico è indirizzato?
FUTURE ISLAND è il contenitore di varie realtà e quindi si rivolge ad un pubblico ampio. A partire dalle 20.00 con l’apertura del locale è possibile cenare, gratuitamente, all’interno dello splendido parco della Bibliotechina dove vengono di mercoledì in mercoledì allestite mostre d’arte e mercatini con alcuni tra i migliori brand indipendenti romani. Dalle 21.30 inizia la serata vera e propria con le esibizioni delle guest e, a seguire, il Djset del Freak&C. per ballare fino a tardi. Di conseguenza il pubblico varia anche all’interno della serata stessa tra chi viene per godersi il tramonto a cena, chi per le esibizioni live, chi per ballare tutta la notte e chi non riesce a rinunciare a nessuna delle 3 cose e resta con noi tutta la sera.

Quali party caratterizzeranno la stagione estiva?
Preferire una serata ad un'altra è difficile dal momento che abbiamo messo lo stesso impegno in ognuno dei 7 appuntamenti. Sicuramente uno dei party più attesi è quello del 6 luglio con Uffie e Jupiter, ma anche gli Is Tropical stanno avendo un bel riscontro. Non dimentichiamoci poi dei vari Punks Jump Up, Washed Out, Amplifetes e Classixx.

Progetti per il futuro?
Per ora non possiamo ancora annunciare nulla ma stiamo lavorando molto. Limitiamoci a dire che FUTURE ISLAND, per definizione, è già nel futuro.

Un assaggio dei loro eventi :




Per informazioni : http://www.facebook.com/?ref=logo#!/futureisland

domenica 26 giugno 2011

MAY DAY RADIO



                                  MAY DAY RADIO
Fra i vari personaggi creativi che potevamo incontrare, ci sono capitati loro, un gruppo di ragazzi con un grande amore per la musica, e con tanta voglia di farsi conoscere!
Da questo nasce una Radio, diciamocela tutta, non la solita radio! Una radio fatta di idee innovative e con una nuova concezione musicale! In poche domande ci parlano della loro storia e del loro progetto!

May Day Radio, una nuova forma di concepire la musica, innanzitutto da chi è composta?
Mayday Radio è un progetto radiofonico ideato (a Napoli) e composto da più persone, alle quali se ne aggiungeranno altre durante il suo sviluppo.

Da dove nasce l’idea di May Day Radio, e come si è sviluppata?
L'idea di costruire, provare a diffondere in futuro una concezione tutt'ora quasi inesistente della musica (quella vera e non legata al solo profitto economico) c'era già da tempo ed è nata di comune pensiero lo scorso Maggio. Il suo sviluppo è avvenuto e sta avvenendo per gradi: adesso siamo concentrati sull'ideazione di un logo definitivo e l'apertura di un sito in tempi brevi. Nel frattempo alcuni di noi stanno programmando i contenuti da pubblicare sulla pagina Facebook "May Day Radio", partendo dai già presenti speciali musicali agli eventi più importanti della prossima estate.

May Day Radio che concezione ha della musica, e a quale pubblico vuole indirizzarsi?


La concezione che Mayday Radio si propone di diffondere parte soprattutto dalla riscoperta del valore fondante della musica: l'emozione. Un tempo l'eccitazione delle masse scaturiva dalla possibilità di ascoltare artisti quali Jimi Hendrix, James Brown, John Coltrane e le altre leggende del Jazz, Bob Marley, passando dai Beatles per arrivare ai Rolling Stones. E non solo: difficile citarli tutti, ma ci siamo capiti. Oggi la scena televisiva, e radiofonica appunto, è dominata da una anti-cultura musicale che vede nei suoi protagonisti personaggi come Fabri Fibra, Lady Gaga e via discorrendo: sostanzialmente semplici prestanome al servizio delle Major, pronte a sfruttare all'inverosimile l'incapacità critica degli adolescenti per vendere i propri dischi. Se così possiamo azzardare a definirli. Di fronte ad un espanso modello radiofonico basato esclusivamente su una trasmissione della non-musica come strada principale per soli interessi di profitto, May Day rappresenta l'allarme, il soccorso musicale che da Napoli spera di divulgarsi alla città, ed un giorno alla Nazione. O almeno questo è il traguardo che desideriamo raggiungere.

Progetti e idee per il futuro?
In attesa di pubblicare un sito-web (in costruzione) dove inserire tutti i contenuti da noi proposti come recensioni, speciali, eventi, interviste e quant'altro, l'unico strumento che abbiamo tutt'ora a disposizione per promuovere il progetto è Facebook. Sostenere la pagina "May Day Radio" cliccando "Mi piace", e diffonderla ai propri contatti, significa contribuire alla realizzazione di un'idea tanto inusuale quanto affascinante.
Per noi e per tutti i nostalgici della Musica.

May Day Radio è sicuramente da non perdere di vista!
Seguitela su Facebook :
http://www.facebook.com/?ref=logo#!/pages/May-Day-Radio/118306271560374
I LIKE IT!

venerdì 24 giugno 2011

LUCA PEDRESCHI



Prendiamo vari ingredienti : vintage, musica elettronica, fotografia e creatività.
Da questo nasce lo stile e la creatività di Luca, sceglie outfit ricercati ricchi di dettagli e li unisce alla fotografia, rendendo ogni foto di un sapore antico, ormai perso.
Il suo stile non ha una concezione ben precisa, spazia in ogni forma e in ogni campo, ecco perchè ci piace!





Nei dettagli :
blazer vintage moschino couture_
camicia  hawaiana vintage-rock
<<scarpe Gienchi>>
jeans skinny H&M---
ciondoli e collane vintage


Grazie a Luca Pedreschi per la collaborazione! <3

giovedì 23 giugno 2011

SPAM

L'arte trova forma in ogni luogo, negli ultimi tempi soprattutto nella strada, nella quotidianetà che ognuno di noi vive, molto spesso neanche diamo peso a ciò che ci circonda, ci soffermiamo solo sull'arte osannata nei musei, in Tv o sul web, ma in fin dei conti l'arte è più vicina a noi di quanto possiamo pensare!
Oggi su LVER vi mostriamo l'arte che diventa un tutt'uno con la città e con i luoghi che la rappresentano!
Loro sono gli SPAM :

"La strada è il luogo e lo spazio delle persone. Qui la gente cammina, parla, si ignora, si confronta. E’ questo il luogo della gente, ed è qui che è necessario essere se vuoi parlare alla gente. SPAM nasce un pò per caso, un pò per divertimento nel novembre 2010, senza obbiettivi prefissati o tabelle di marcia definite. Un unico scopo iniziale: fare dei disegni, attaccarli per strada, lanciare dei messaggi e delle provocazioni, e questo solo e soltanto per una necessità spontanea e sincera di comunicare. Con il passare dei mesi abbiamo preso coscienza di ciò che stavamo creando, ovvero non un movimento, e nemmeno una serie di performance, ma piuttosto un’idea comune, basata sulla libertà d’espressione, sulla voglia di risvegliare le menti assopite delle persone, e tutto questo, ora, ha un nome: SPAM. Gli attacchi urbani sono vari e molteplici; passiamo dagli stickers e manifesti sul muro, ai fogli di acetato con disegnate le spam-sardine lanciate nelle fontane. Ogni metodo e superficie può essere potenzialmente una possibilità per comunicare, e noi siamo pronti a sfruttarne il più possibile. Tutto questo nel rispetto degli spazi e degli edifici; nulla di ciò che facciamo è permanete, la carta è attaccata su muro con colla acquosa è facilmente rimovibile, e tutti i nostri lavori, prima o poi, verranno riassorbiti dall’ecosistema città. Importante è la volontà di non imporsi prepotentemente in uno spazio che è di tutti. Noi attacchiamo i nostri messaggi al pari della persona che parla o si esprime per strada. Entrambi potremo essere ascoltati, insultati, stimati o ignorati. Il filone illustrativo che continuiamo a trattare è intriso di personaggi decadenti con corpi mutilati che non hanno più una testa, vera e propria ma solo una TV, e tutto questo per rappresentare simbolicamente la “marcia” decadenza delle perone, la loro passività, la loro non-reazione, di fronte a coloro che tentano di rubarci le opinioni e ogni sorta di sussulto pensante autonomo. Se c’è ancora una possibilità di reazione e di “risveglio” sarà bene iniziare a gridare forte e chiaro che un cambiamento è possibile."

Loro si descrivono così, ma le loro opere li descrivono ancora meglio!





lunedì 20 giugno 2011

ILARIA PESENTI

Girovagando ultimamente tra gli amici di Le Voie En Rose, mi è venuta all’occhio lei :  Iliaria Pesenti.
Ho dato un’occhiata alla sua pagina e ho capito che dovevo assolutamente dedicarle un articolo, perché Ilaria è il connubio perfetto tra stile e musica, infatti oltre ad essere la vocalist di una band chiamata  “Murders From the Block”, Ilaria dedica una grande attenzione per ogni dettaglio del suo stile, mescolando il gusto rock anni 80’ al vintage, e questo crea un gran bel risultato!
Mescolando dettagli punk rock e vintage, Ilaria ha creato un outfit per Le Voie En Rose e ci spiega la sua scelta!



Ingredienti:
Leggins neri (H&M)
Hot pants customizzati da me ( Lee)
top nero vintage               
camicia in denim  vintage
cintura in cuoio
zoccoli in cuoio vintage (anni 70 )
rosario nero
orecchini e anelli (H&M e comprati in bancarelle varie o fatti da me )
spille varie (mercatini)

Preparazione :
ho scelto come base dell'outfit il Denim, perchè richiama l'estate ed è un materiale che si usa sempre (un'evergreen) che può essere chic e casual , dipende da come lo si abbina.
io lavoro molto di fantasia per creare i miei vari stili, come mi sento dentro sono fuori e non rinuncio a qualsiasi tipo di accessorio, che possono essere scarpe  o  spille da balia; anelli , collane e orecchini sempre in vista.



Thanks to Ilaria Pesenti!

Prossimamente un articolo su : “Murders From the Block" !


venerdì 10 giugno 2011

LaPoupèe DeMode

LaPoupèe DeMode


Da lei nasce il primo articolo di Le Voie En Rose dedicato a personalità originali e creative, che hanno voglia di parlare di loro e della loro esperienza!
LaPoupèe DeMode attraverso foto e poche righe ci racconta la sua storia e il suo progetto : LA PETITPOUP ART ! <3



Diario di una sedicenne incompresa:
Non esiste attività creativa alcuna a cui ad un certo punto non si debba chiedere una tregua. Chi riesce a vivere con essa costantemente e nel tempo non dice realmente la verità. La storia dell’ uomo ci insegna come i migliori possono diventare i più  grandi ma solo da morti perché la costanza non porta che ad illusori traguardi.
Principio e conclusione: io li invidio gli artisti, quelli disonesti. È falso quello che dicono, che sono “incompresi”, hanno mezzi e indifferenza a sufficienza per proseguire la loro strada senza nessuna tregua e come signori “nessuno” e a loro va bene..
Così io arrivo al punto in cui mi chiedo: “ma dove cacchio voglio andare?”
Mi chiamo Daria e sono stata davvero tanti, troppi anni intrappolata in una sorta di indecisione/insicurezza cronica! Ho fatto le peggiori scelte nel privato come nella mia carriera scolastico-universitaria.
 Finite le medie i miei si sono opposti con tutte le loro forze al fatto che mi iscrivessi all’istituto d’arte (sognato e idealizzato sin da quand’ero bambina) così sono finita in uno squallido istituto per periti tecnico-commerciali (con tutto il rispetto per gli amici del ragionier Filini)…va bene! Sudatomi il diploma (potete immaginare i miei voti nelle materie di indirizzo se vi dico che ero quella che durante il compito di  economia aziendale scarabocchiava corpi e visi sui fogli di partita doppia invece di riempirli con numeri e conti!) i miei volevano che mi cercassi un banale impiego come segretaria (con tutto il rispetto per le amiche della signorina Silvani) mentre io sognavo l’accademia di belle arti. Così, 18 anni appena compiuti , mi ribellai  per la prima volta e tentai  i test d’ingresso a restauro…  No, non passai! Ma va bene anche questo, mi dissi.. la passione per il disegno non l’avrei certo abbandonata per un test d’ingresso andato male; mi sarei iscritta a un’ altra facoltà e avrei continuato la strada del disegno per i fatti miei. All’epoca mi sembrava  l’ intuizione più geniale del mondo, giuro. E invece no, niente di più sbagliato!La lingua giapponese (assieme a quel sano, puro cazzeggio che una giovane matricola dovrebbe concedersi sempre) inghiottiva tutto il mio tempo  e mi allontanava sempre più dal disegno ma non dalla passione per l’arte e per tutto ciò che fosse creativo a livello figurativo e non. Le passioni per la moda e la storia e tutto ciò che fosse antico,  indossato da uomini e donne del passato, si fusero assieme in un qualcosa di assolutamente ingestibile che mi possedeva.  Incominciavo ad informarmi su tutto ciò che parlasse di costume storico, a schizzare corpi abbigliati e agghindati e a trafficare con perle e perline che andavo via via riesumando dai vecchi beauty di mia sorella modificandoli in accessori “made by me”. E intanto dimenticavo di fare le mie belle paginette di kanji per le lezioni di giappo del giorno dopo ma in cinque anni ero quasi alla fine del mio percorso di studi in lingue e culture dei paesi dell’ estremo oriente e mi mancavano solo 6 esami alla laurea triennale.
 Il caso ha voluto che un caldo giorno di giugno sentissi un servizio al TG regionale che parlava di un nuovo corso dell’ Accademia di Belle Arti di Napoli (si,sempre quella) in Fashion e Costume Design. Avevo già 24 anni  e una laurea triennale quasi in tasca ma decisi comunque di presentarmi ai test d’ammissione in accademia. Tanto non entrerò mai, pensavo,  i posti sono solo 30 ed io non prendo seriamente una matita in mano da secoli!
Quella volta mi sbagliavo, mi sbagliavo di grosso: Daria Cadalt, AMMESSA!
In quel momento decisi che la mia vita sarebbe cambiata: basta vivere passivamente, seguendo quello che gli altri decidevano per me.
D’ora in avanti sarei stata io l’unica, indiscutibile padrona delle mie scelte. Abbandonai il  giapponese, doomo arigato e sayonara, e investii tutte le mie energie in quel nuovo percorso. Un percorso che mi ha dato e continua a darmi veramente tanto, che mi ha insegnato la lingua, quella giusta, che parla di quel mondo che ho dentro e che in tanti anni non è mai riuscito a venir fuori.
Oggi ho 27 anni, e posso rimproverarmi tutto tranne il non aver fatto una scelta totalmente consapevole della quale so che non mi pentirò mai. Continuo ad amare tutto ciò che l’arte riesce ad esprimere,  qualsiasi mezzo con il quale l’arte si rivela, bella o brutta, attraente o ripugnante e la amo con una maturità del tutto diversa, una maturità che custodisco gelosamente e della quale, per la prima volta nella mia vita, vado fiera.
Credo che in un mondo che va a tremila ci sia bisogno di reinventarsi e modificarsi con la velocità della luce ma che non si debbano mai perdere di vista gli obbiettivi e i principi di sempre. Per questo, aiutata dalle esperienze e dalle competenze maturate in questi anni accademici, ho deciso di creare un qualcosa che sia coerente con i miei obbiettivi e valori: vivere al meglio con sé stessi e con gli altri senza intaccare in nessun modo la libertà altrui. No, non sono una hippie degli anni zero -li ho sempre trovati ridicoli - né la reincarnazione di Gandhi, parlo così solo perché non vorrei che la libertà venisse tolta a me, perché credo sia troppo preziosa.
Ispirandomi a questi concetti ho partorito LA PETITPOUP ART, una linea di accessori creata nell’ estate 2010 realizzata interamente con materiali ecologici e biocompatibili che riesce a tradurre abbastanza esaustivamente quello che è il mio linguaggio creativo ed espressivo degli ultimi anni.  Perché se l'obiettivo degli ultimi decenni è sempre più quello di spostare le passerelle verso nuovi orizzonti la cosa migliore da fare è cercare nuove sostanze invece che nuove forme. La prima rivoluzione di LA PETITPOUP ART inizia con la materia e questa rivoluzione rappresenta una sfida tanto allo sfruttamento di materie animali utilizzato nel settore moda quanto alla percezione dello stile: non è il presunto valore attribuibile ad un pellame o simili a determinare il pregio di un capo o di un accessorio quanto il rapporto tra armonia ed eleganza rispetto alla comunicatività del modello e a chi lo indosserà. E questo non te lo insegnano in nessuna accademia dove, purtroppo, ancora “la moda” si identifica in una Louis Vuitton appesa a un braccio.
Nell’espressione  artistica- qualunque essa sia- credo sia invece importante seguire sempre e comunque la propria strada e i propri obbiettivi non curandosi del resto. Credo, inoltre, che sia una responsabilità dell’artista cercare di limitare i danni a cose e persone mentre crea.
Nel mio piccolo spero di fare ancora tanto, tantissimo. Non diventerò una Vivienne Westwood né vincerò  l’oscar per i migliori costumi ma nel mio piccolo continuerò a fare: pensare, progettare, disegnare, tagliare, incollare, cucire!  Perché è l’unica cosa al mondo che non mi stancherei mai fare.
Si, ora lo so dove voglio andare e vado sicura perché sono convinta che la strada, almeno questa, non la perderò . E una persona con un obbiettivo davanti è una persona che vive.

ECCO ALCUNE DELLE SUE CREAZIONI! COME NON INNAMORARSI DI "










Grazie a LaPoupèe DeMode per aver collaborato con noi! <3

LA PETITPOUP ART" <3

WORK IN PROGRESS

LE VOIE EN ROSE è in cerca di personalità innovative e creative per la nuova pagina di facebook a cui dedicare spazio e idee! ♥
Se siete interessati mandateci un messaggio privato mostrandoci o descrivendoci la vostra creatività (qualunque sia il campo : arte,musica,moda ecc...) ♥